Foto Racconti Giuseppe Merico cover

La testa

La testa
Pubblicato su www.unonove.org – 20 gennaio 2011
Stamattina l’ho trovata nel bagno. Al che ho chiesto a mia moglie che si chiama Marta e adora indossare cappelli, “ce l’hai messa tu quella cosa nel bagno?” Mia moglie dall’altra stanza, “no, era già lì. Solo che non va via.” Ho guardato dritto nel cesso e mi son fatto coraggio. Ho aperto l’armadietto bianco dove di solito teniamo i farmaci, mia moglie soffre di emicrania. Ho preso un paio di guanti in lattice. Mi sono abbassato sul cesso e con una mano l’ho afferrata per i capelli. L’ho tirata su gocciolante di urina, e sì che anche a me scappava di farla. L’ho posata per terra su un asciugamano e ho fatto i miei bisogni. Mia moglie dall’altra stanza, “strano, vero?” Io, guardando la testa, “sì, aspetta un attimo che ne parliamo.” Ho finito di fare quello che dovevo fare nel bagno e l’ho portata di là. “Non lì!” Ha esclamato mia moglie, continuando, “non la posare sul tavolo che ci mangiamo.” Me ne andavo in giro per casa con la testa di una donna giovane in mano, i capelli neri, corti ma non troppo, gli occhi chiusi, pallida, le labbra violacee, non una goccia di sangue. Ci siamo seduti sul divano e l’abbiamo guardata per un po’, la testa. Il giorno prima non c’era e non sapevamo chi ce l’avesse messa nel cesso. Io e mia moglie non conoscevamo quella testa. Abbiamo pensato di chiamare la polizia, insomma informare qualcuno, non si sa mai di questi tempi. Poi ci ha telefonato Lidia, la nostra migliore amica che voleva andare fuori città a fare un giro. Sia io che mia moglie siamo stressati ultimamente. Abbiam preso e siam partiti. Avevamo proprio bisogno di svagarci. Abbiamo chiuso la porta di casa a chiave e siamo usciti. La testa sul divano sembrava stesse comoda. L’abbiamo lasciata lì. Al rientro, era notte inoltrata, siamo entrati in casa e la testa non era più sul divano. Mia moglie si stanca quando è fuori casa e non sapevo se aveva voglia di ascoltarmi, ma tant’è che le ho detto, “ci hanno rubato la testa.” “No,” mi ha risposto lei dal bagno, “è qui nel cesso.” Ho raggiunto mia moglie e insieme abbiamo guardato la testa incastrata nel cesso. Non smettevamo di guardarla e lei guardava noi.